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P.PAOLO
SFARRA - CELEBRAZIONI
Dopo
centotrentotto anni è tornato a Rojo. Parliamo di P.
Paolo Sfarra, l'ormai celebre frate cappuccino missionario
che lasciò appunto tanti anni fa la nostra terra per la sua
missione di evangelizzazione e civilizzazione nel lontano Cile.
Dal 25 aprile c.a. il volto dì P. Paolo Sfarra, raffigurato
in un pregievole altorilievo, scruta dall'alto piazza del Santuario,
là dove la volontà del comitato promotore ed il contributo
di tutti i roiani l'hanno voluto collocare.
D'ora
in poi chi verrà a Rojo si chiederà di P. Paolo, e
tutti saranno pronti a narrare la vita di questo uomo di Rojo che
per amore del prossimo visse, soffrì, diede il massimo di
sé con carità e modestia di cappuccino missionario
ad un popolo tanto lontano e primitivo. Per i cileni P. Paolo è
stato «il frate buono venuto da lontano», per noi tutti
un esempio di carità ed amore che ci inorgoglisce come suoi
compaesani e ci sprona a ricordarlo ed imitarlo.
Nella stessa piazza, nello stesso punto dove «il Papa venuto
da lontano» salutò i giovani d'Abruzzo e la gente di
Rojo, lì abbiamo voluto onorare il nostro P. Paolo. L'accostamento
non sembri irriverente, ma per la sua opera e per noi roiani P.
Paolo è un grande «Padre». ,
Riviviamo con brevi flash quella bella giornata.
C'erano tutti il 25 aprile scorso a ricordare il nostro "missionario".
Un pomeriggio di sole ha premiato gli sforzi dei promotori e reso
ancor più suggestiva una cerimonia semplice, ma piena di
significati e partecipazione. Tanta gente all'inaugurazione della
lapide sulla casa natale di P. Paolo, tanta gente al momento della
«scoperta» dell'altorilievo.
E' doveroso sottolineare come pur se la giornata fosse ricca di
impegni per la ben noia ricorrenza storica, ci sia stato chi non
è mancato all'omaggio a P, Paolo. Il Sindaco dell'Aquila,
pur assente, voluto inviare il Gonfalone Civico a dimostrazione
che tutta L'Aquila ha apprezzato l'iniziativa e particolarmente
ammirato la figura del missionario rotano.
Ore 17.00. Alla presenza del Gonfalone Civico di una banda musicale
e di un picchetto d'onore del Big. Alpini «L'Aquila»,
di autorità civili, religiose e militari il più giovane
pronipote di P. Paolo, anche luì di nome Paolo Sfarra, ha
scoperto la lapide bronzea che ricorda il luogo di nascila del frate
missionario. In altra occasione tratteremo di una «diatriba»
paesana per stabilire quale sia la vera «porta d'ingresso»
della casa di P. Paolo.
Con
l'accompagnamento della banda musicale tutti si sono trasferiti
da «lo largo» ossia dal paese vecchio di Rojo Poggio,
sino in piazza Santuario. Non è stata né una processione
né tanto meno una passeggiata, ma il raccoglimento con cui
tutti hanno partecipato ha mostrato che ognuno slava riflettendo
su come un paesano nato in un luogo tanto misero potesse ora essere
ricordato con tanta magnificenza. La forza dell'amore e della carità,
la sofferenza, l'umiltà fanno di qualsiasi uomo un grande
uomo.
Puntualmente alle 18.00 tutto era pronto in Piazza Santuario. L'altorilievo
coperto da un drappo rosso, il palco imbandierato, la gente, le
autorità. E la cerimonia si è aperta con l'ingresso
in piazza degli alpini al suono del trentatrè, un plotone
dì giovani militari abruzzesi, il mìo plotone, che,
comandato per l'occasione dall'amico e collega S. Ten. Giovanni
Incerpi, ha reso omaggio alla popolazione di Rojo e ai suoi «vecchi
alpini», ma soprattutto onore alla figura dì P. Paolo
di cui aveva fatto loro conoscere la vita e le opere.
Non
posso non ringraziare l’orotore ufficiale della manifestazione,
il Prof. Oreste Luciani, che nel suo discorso ha voluto e saputo
accumunare la figura di generoso abruzzese dì P. Paolo con
questi giovani alpini che compiendo il loro dovere di cittadini
si preparano non solo a difendere la nostra terra, ma con diuturno
sacrificio a temprarsi come uomini sempre pronti ad intervenire
in caso di necessità in soccorso alle nostre genti.
Tutto
è iniziato con l'atteso e gradito arrivo di S.E. Rev.ma il
Vescovo dell'Aquila Mons. Mario Peressin. Dopo un breve ricordo
di P. Paolo e della sua attività religiosa e missionaria,
il ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini Fr. Luigi Del
Vecchio ha scoperto l'altorilievo «aiutato» dal giovane
Paolo Sfarra, giunto da Milano con la famiglia (come pure da Piacenza
Ferdinando Sfarra parente del celebrato e promotore della mani-
festazione), da! Vescovo dell'Aquila e dall'Ori. Ricciuti. Ha incantato
e interessato la platea il discorso di Oreste Luciani, tra i primi
ad interessarsi della figura di P. Paolo, che più che sulla
vita si è soffermato sull'esempio del missionario, sulle
origini abruzzesi e di montagna che ne hanno temprato il carattere,
sull'esempio che ha lasciato, sulle possibili iniziative di gemellaggio
e collaborazione da intraprendere con la chiesa cilena e le popolazioni
di Villa S. Paolo. Grazie Oreste, sicuramente queste tue speranze
di continuare il lavoro per poter conoscere un giorno la gente ed
i luoghi per i quali P. Paolo ha tanto lottato saranno riprese e
consolidale.
Durante
la manifestazione è stata distribuita a cura del comitato
promotore la pubblicazione sul «Centenario della morte»
realizzata dal Primo Centro Studi su Rojo.
Alla
commemorazione ufficiale sono seguiti i saluti di rito della amministrazione
comunale con Roberto Spagnoli, del Prefetto dell'Aquila rappresentato
da Giampaolo Luciani, del presidente del consiglio di circoscrizione
Olivo Penilli e dei religiosi Don Emilia Boccabella e P. Vincenzo
Di Marcoberardino principali promotori delle celebrazioni.
A
tale proposito non si possono dimenticare quanti «nell'ombra»
hanno lavorato con la stessa umiltà di P. Paolo. Gli infaticabili
e generosi componenti del comitato promotore da Scassa Attilio a
Rotolante Giuseppe, da Frutti Sabatino a Ciccozzi Lorenzo, da Luciani
Antonio a Palumbo Francesco e Micantoni Pasquale. Grazie a loro
per questa bella festa...oltre ai roiani, ne sono certo, anche P.
Paolo da lassù li benedirà!!!
Oltre
ai citati tanti altri hanno collaborato in particolare un grazie
ai Frali Minori Cappuccini.
Al termine dell'inaugurazione della lapide è seguita la S.
Messa ufficiata con un rito solenne dal Vescovo dell'Aquila, assistito
da Mons. Virgilio Pastorelli e da Don Emilio Boccabella, fra Luigi
Del Vecchio e P. Vincenzo. Un rinfresco finale offerto nei saloni
dell'istituto delle suore ha concluso la manifestazione.
Le
immagini di questa bella giornata sono per tutti un bel ricordo,
ma presto potremo rìviverle grazie al lavoro del «regista
nastrano" Fausto Paglia che sta preparando un servizio filmato
sull'avvenimento.
Admajora. Carlo Frutti
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